Sicurezza sul Lavoro

FAQ della settimana: DPI, obblighi e consegna — 7 risposte pratiche

Dott. Luigi Ria · 21 Agosto 2026

Dodicesimo appuntamento con la rubrica del venerdì! Oggi parliamo di DPI, i dispositivi di protezione individuale. È l’argomento su cui riceviamo il maggior numero di domande da parte dei datori di lavoro, perché è quello in cui la distanza tra "ho comprato le scarpe antinfortunistiche" e "sono in regola" è più ampia di quanto si immagini.

Le 7 FAQ di oggi affrontano i nodi pratici: chi sceglie i DPI e chi li paga, come si documenta la consegna, quando serve l’addestramento e non basta la formazione, cosa succede se il lavoratore non li indossa, ogni quanto vanno sostituiti, quali indumenti sono davvero DPI e cosa si rischia in caso di inadempienza.

Le 7 domande di questa settimana

Chi decide quali DPI servono e chi li paga?

La scelta dei DPI non è una decisione di acquisto, è una decisione tecnica che discende direttamente dalla valutazione dei rischi. L’art. 77 del D.Lgs 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro, sulla base dei rischi individuati nel DVR, individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinché siano adeguati ai rischi da prevenire, senza comportarne di ulteriori.

Il processo corretto coinvolge più figure:

  • Datore di lavoro: decide e acquista, è il titolare dell’obbligo
  • RSPP: individua i rischi residui e propone le caratteristiche tecniche dei dispositivi
  • Medico competente: segnala esigenze legate a idoneità, allergie, patologie (es. intolleranza al lattice, problemi dermatologici, prescrizioni per lavoratori con limitazioni)
  • RLS: va consultato preventivamente sulla scelta
  • Lavoratori: coinvolgerli nella prova dei modelli riduce drasticamente il rifiuto d’uso

Sul pagamento non esistono margini di interpretazione: i DPI sono sempre a carico del datore di lavoro, forniti gratuitamente ai sensi dell’art. 18. Qualsiasi trattenuta in busta paga, cauzione o addebito al lavoratore — anche per sostituzioni dovute a smarrimento — è illegittima.

📌 Il principio da tenere a mente: i DPI sono l’ultima linea di difesa. L’art. 75 li prevede quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva o da procedure di riorganizzazione del lavoro. Prima il parapetto, poi l’imbracatura. Prima l’aspirazione localizzata, poi la mascherina.

Devo far firmare la consegna dei DPI?

La legge non impone un modello tipizzato di verbale, ma impone al datore di dimostrare di aver adempiuto. In caso di infortunio o ispezione, la consegna non documentata equivale a consegna non avvenuta: senza una prova scritta, la parola del datore vale quanto quella del lavoratore che sostiene di non aver mai ricevuto nulla.

Un verbale di consegna efficace contiene:

Elemento Perché serve
Nome del lavoratore e mansione Collega il DPI al rischio specifico
Tipo di DPI, marca, modello, taglia Dimostra l’idoneità del dispositivo, non solo la categoria generica
Categoria (I, II, III) e norma tecnica Prova la conformità al rischio da proteggere
Data di consegna Consente di verificare la sostituzione periodica
Dichiarazione di avvenuta informazione/formazione Documenta l’obbligo dell’art. 77
Firma del lavoratore È l’elemento probatorio

Consiglio pratico: tenete un registro unico per lavoratore, non fogli sparsi per singola consegna. Al momento del controllo o in sede di contenzioso, la capacità di produrre in cinque minuti lo storico completo di un dipendente vale più di qualunque dichiarazione.

Quando serve l’addestramento e non basta la formazione?

È la distinzione più trascurata e una delle contestazioni più frequenti in sede ispettiva. Formazione significa spiegare; addestramento significa far fare, sul campo, verificando che il lavoratore sappia effettivamente usare il dispositivo.

L’art. 77 comma 5 prevede che il datore di lavoro assicuri un addestramento specifico e obbligatorio per:

  • tutti i DPI di III categoria: sistemi anticaduta, dispositivi di protezione delle vie respiratorie, DPI per rischio elettrico, protezione da agenti chimici e biologici, indumenti contro il calore o il fuoco
  • i dispositivi di protezione dell’udito (otoprotettori), che pur non essendo di III categoria richiedono comunque addestramento

L’addestramento va documentato con l’indicazione di data, durata, contenuti pratici, formatore e firma dei partecipanti. Un addestramento "fatto" ma non tracciato, in giudizio, non esiste.

⚠️ Errore ricorrente: consegnare imbracature anticaduta con la sola firma sul verbale. Un’imbracatura indossata male non protegge, e in caso di caduta può causare danni gravi. L’addestramento su come indossarla, regolarla, verificarla prima dell’uso e agganciarla ai punti corretti non è una formalità: è ciò che separa il dispositivo dall’illusione di sicurezza.

Il lavoratore può rifiutarsi di indossare i DPI?

No. L’art. 78 del D.Lgs 81/2008 pone in capo al lavoratore obblighi precisi: utilizzare i DPI conformemente all’informazione, alla formazione e all’addestramento ricevuti, averne cura, non apportarvi modifiche, segnalare difetti o inconvenienti e seguire le procedure aziendali di riconsegna.

Il rifiuto espone il lavoratore a conseguenze disciplinari secondo il CCNL applicato e alle sanzioni previste dall’art. 59 per i lavoratori inadempienti. Ma attenzione, perché qui si annida il rischio maggiore per l’azienda: la tolleranza del mancato uso è una colpa del datore e del preposto. In caso di infortunio, la difesa "gliel’avevo dato ma non lo indossava" regge solo se si dimostra di aver vigilato e sanzionato.

La sequenza corretta di fronte a un rifiuto è:

  1. Capire il motivo: molto spesso il rifiuto nasce da un DPI scomodo, della taglia sbagliata o incompatibile con altri dispositivi (occhiali che si appannano con la mascherina, cuffie che non stanno con l’elmetto). In questi casi il problema è la scelta, non il lavoratore
  2. Verificare l’alternativa tecnica: quasi sempre esiste un modello equivalente più tollerabile
  3. Richiamo formale scritto se il rifiuto persiste senza motivo
  4. Provvedimento disciplinare secondo il CCNL, documentato

Il ruolo del preposto è decisivo: dal 2021 ha l’obbligo rafforzato di vigilare e di interrompere l’attività del lavoratore in caso di inosservanza persistente, segnalando al superiore. Ne abbiamo parlato nella guida sul ruolo e le responsabilità del preposto.

Ogni quanto vanno sostituiti? I DPI scadono?

Non esiste una periodicità di legge valida per tutti i DPI. Il riferimento è sempre duplice: le indicazioni della nota informativa del fabbricante e lo stato reale del dispositivo.

Tipologia Criterio di sostituzione
Calzature di sicurezza Usura di suola e puntale, perdita di impermeabilità; nella pratica 6-18 mesi secondo l’uso
Guanti Tagli, fori, perdita di aderenza; per i guanti chimici anche il tempo di permeazione dichiarato
Elmetti Data di scadenza indicata dal fabbricante; sostituzione immediata dopo un impatto, anche senza danni visibili
Filtri per maschere Scadenza del filtro e saturazione; dopo l’apertura la durata si riduce drasticamente
Imbracature e sistemi anticaduta Verifica periodica da persona competente secondo le indicazioni del fabbricante (di norma almeno annuale); sostituzione obbligatoria dopo un arresto caduta
Otoprotettori monouso Sostituzione a ogni utilizzo; per gli archetti secondo il fabbricante

Il datore ha l’obbligo di mantenere i DPI in efficienza e in stato di igiene, provvedendo a riparazioni e sostituzioni necessarie. In pratica: un controllo visivo periodico dei dispositivi in uso, e un canale semplice perché il lavoratore possa segnalare un DPI deteriorato e riceverne subito uno nuovo — senza dover chiedere il permesso a tre persone.

La divisa e gli indumenti da lavoro sono DPI?

Domanda frequentissima nei settori commercio, ristorazione e servizi. La risposta discende dall’art. 74 comma 2, che esclude espressamente dalla definizione di DPI gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore.

NON è DPI È DPI
Divisa aziendale, camice del commesso Indumento ad alta visibilità (EN ISO 20471)
Grembiule da cucina in cotone Grembiule antitaglio per macelleria
Scarpe chiuse antiscivolo generiche Calzature di sicurezza con puntale certificate
Cappellino aziendale Elmetto di protezione
Guanti in lattice per contatto alimentare Guanti contro rischi chimici o meccanici

La conseguenza pratica è rilevante: per la divisa non valgono gli obblighi di consegna documentata, addestramento e sostituzione tipici dei DPI, e il costo può essere disciplinato dal contratto. Il discrimine è sempre la funzione protettiva rispetto a un rischio individuato nel DVR, non il fatto che l’indumento sia fornito dall’azienda.

Cosa rischio se non fornisco i DPI o non vigilo sull’uso?

Le violazioni in materia di DPI sono sanzionate penalmente a carico del datore di lavoro e del dirigente, con arresto o ammenda a seconda della fattispecie. Le ipotesi più ricorrenti nei verbali riguardano la mancata fornitura dei dispositivi, la fornitura di DPI non adeguati al rischio, l’omesso addestramento nei casi in cui è obbligatorio e la mancata manutenzione.

Anche preposto e lavoratore hanno responsabilità proprie: il primo per omessa vigilanza, il secondo per il mancato utilizzo.

⚠️ Nota sugli importi: le sanzioni del D.Lgs 81/2008 sono soggette a rivalutazione periodica. Prima di citare un importo specifico in atti o preventivi conviene verificare il valore aggiornato alla data corrente.

Ma il rischio economicamente più pesante non è la sanzione: è la responsabilità in caso di infortunio. Se un lavoratore si infortuna e si accerta che il DPI mancava, era inadeguato o non era stato oggetto di addestramento, si aprono contemporaneamente il procedimento penale per lesioni colpose, l’azione di regresso INAIL per il recupero delle prestazioni erogate e la richiesta di risarcimento del danno differenziale. Sono le tre voci che, sommate, trasformano un infortunio in un problema aziendale di ordine di grandezza superiore alla multa.

In sintesi

Se dovessimo ridurre tutto a tre verifiche da fare lunedì mattina:

  1. Per ogni mansione del DVR, esiste l’elenco dei DPI previsti e corrisponde a quello effettivamente in uso?
  2. Esiste un verbale di consegna firmato e aggiornato per ciascun lavoratore?
  3. Per i DPI di III categoria e gli otoprotettori, è documentato l’addestramento pratico?

Se una sola risposta è "non lo so", è il punto da cui partire.

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Lo Studio Tecnico Ria offre consulenza per la sicurezza sul lavoro con analisi delle mansioni, individuazione dei DPI corretti e impostazione del sistema di consegna e addestramento, oltre alla formazione dei lavoratori. Scrivici la tua domanda: potrebbe diventare protagonista delle FAQ della prossima settimana. Registri di consegna e procedure pronte all’uso sono disponibili su RIA SAFE.

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