Antincendio
Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE): contenuti, scenari ed esercitazioni
Dott. Luigi Ria · 23 Luglio 2026
Il Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE) è uno dei documenti più importanti del sistema di sicurezza aziendale e, paradossalmente, uno dei più trascurati. È quel documento che, in caso di incendio, terremoto, calamità o evento avverso grave, può fare la differenza tra una gestione ordinata che salva vite e una situazione di panico che le mette a rischio. Eppure, in moltissime aziende, il PEE è un foglio polveroso conservato in un armadio, redatto anni fa, mai aggiornato, sconosciuto al personale che dovrebbe applicarlo.
In questa guida vengono illustrati il quadro normativo, i contenuti obbligatori del PEE, gli scenari da gestire, le procedure di evacuazione, l’organizzazione delle figure di emergenza, le esercitazioni periodiche e le novità introdotte dal DM 02/09/2021.
Indice dei contenuti
- Cos’è il Piano di Emergenza ed Evacuazione
- Quando è obbligatorio
- Normativa di riferimento
- Contenuti obbligatori del PEE
- Gli scenari di emergenza da pianificare
- Squadra di emergenza e ruoli
- Procedure di evacuazione
- Esercitazioni periodiche obbligatorie
- Quando va aggiornato
- Sanzioni in caso di inadempienze
Cos’è il Piano di Emergenza ed Evacuazione
Il Piano di Emergenza ed Evacuazione è un documento operativo che descrive, in modo dettagliato e contestualizzato all’attività specifica, come gestire le situazioni di emergenza che possono verificarsi sul luogo di lavoro: incendi, esplosioni, fughe di gas, eventi sismici, calamità naturali, atti dolosi, situazioni che richiedono l’evacuazione del personale e dei visitatori presenti.
A differenza del DVR — che analizza i rischi e definisce le misure preventive — il PEE è un documento reattivo: descrive cosa fare quando l’evento avverso si è già verificato, chi deve fare cosa, in quali tempi, con quali strumenti.
📌 Distinzione fondamentale: il PEE non è “un capitolo del DVR” ma un documento autonomo, sebbene strettamente collegato. Il DVR identifica i rischi e prescrive le misure di prevenzione; il PEE definisce la risposta operativa quando una situazione critica si concretizza.
Quando è obbligatorio
Il DM 2 settembre 2021 (“decreto GSA”, in vigore dal 4 ottobre 2022) ha riformato le regole sulla gestione delle emergenze antincendio nei luoghi di lavoro, ridefinendo i casi in cui il Piano di Emergenza scritto è obbligatorio.
Obbligo del PEE scritto
Il Piano di Emergenza scritto è obbligatorio per:
- Luoghi di lavoro con oltre 10 lavoratori
- Luoghi di lavoro soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011) indipendentemente dal numero di lavoratori
- Luoghi di lavoro con presenza di pubblico significativa (>50 persone contemporaneamente)
- Attività con rischio incendio elevato ai sensi della classificazione DM 02/09/2021
Caso delle aziende con meno di 10 lavoratori
Per le aziende con meno di 10 lavoratori non soggette al controllo VV.F., non è obbligatorio il PEE scritto, ma resta obbligatoria l’adozione delle misure organizzative e gestionali per la gestione delle emergenze, da documentare comunque all’interno del DVR (procedure semplificate, designazione addetti, esercitazioni semplificate).
Normativa di riferimento
- D.Lgs 81/2008, articoli 43-46: gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro
- DM 1 settembre 2021 (“decreto controlli”): controllo e manutenzione di impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio
- DM 2 settembre 2021 (“decreto GSA”): gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e formazione degli addetti antincendio (Allegato III)
- DM 3 settembre 2021 (“decreto minicodice”): criteri di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio
- DPR 151/2011: attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco
- Codice di Prevenzione Incendi (DM 03/08/2015 e successivi aggiornamenti) per le attività interessate
Contenuti obbligatori del PEE
Un PEE completo e operativo deve contenere come minimo i seguenti elementi.
1. Anagrafica dell’attività
- Ragione sociale, sede, attività svolta
- Tipologia di edificio (singolo, multipiano, complesso)
- Numero massimo di occupanti (lavoratori e visitatori/pubblico)
- Orari di attività e turni
- Eventuale presenza notturna o festiva
- Categoria di rischio incendio (1, 2 o 3 secondo DM 02/09/2021)
2. Descrizione planimetrica dei locali
- Planimetrie aggiornate con indicazione di vie di esodo, uscite di emergenza, scale
- Punto di raccolta esterno all’edificio
- Ubicazione dei presidi antincendio: estintori, idranti, naspi, sistemi di rivelazione
- Quadri elettrici principali, valvole gas, sezionamenti energetici
- Aree a rischio specifico (depositi infiammabili, locali tecnici, archivi)
3. Identificazione dei rischi
- Rischio incendio (riferimento alla valutazione specifica)
- Rischio esplosione (ATEX, ove pertinente)
- Rischio chimico per fughe di sostanze pericolose
- Rischio sismico (in funzione della zona sismica)
- Altri rischi specifici dell’attività
4. Organizzazione delle emergenze
- Composizione della squadra di emergenza
- Designazione formale degli addetti antincendio e di primo soccorso
- Designazione del coordinatore dell’emergenza
- Catena di comando e responsabilità
- Procedura di attivazione (chi avvisa chi, in quali tempi)
5. Procedure operative per ogni scenario
Procedure dettagliate per ciascuno scenario di emergenza ipotizzato (vedi paragrafo successivo), con ruoli, azioni, sequenza temporale.
6. Numeri di emergenza e contatti
- 112 – Numero unico emergenze
- 115 – Vigili del Fuoco
- 118 – Soccorso sanitario
- 113 – Polizia di Stato
- 112 – Carabinieri (se non operativo NUE)
- Numero del datore di lavoro e dei dirigenti
- Contatto del medico competente
- Contatto del RSPP
- Numeri delle aziende di manutenzione presidi antincendio
7. Esercitazioni e formazione
Programma delle esercitazioni periodiche, modalità di svolgimento, verbali e valutazioni degli esiti.
Gli scenari di emergenza da pianificare
Un PEE ben fatto non descrive un’emergenza generica, ma differenzia le procedure in base allo specifico evento. Gli scenari da considerare sono almeno i seguenti.
Incendio
- Principio d’incendio gestibile con i mezzi di estinzione aziendali
- Incendio sviluppato non gestibile internamente
- Incendio in area specifica (cucina, deposito, locale tecnico, archivio)
Esplosione o fuga di gas
- Fuga di GPL o metano
- Procedure di non utilizzo di interruttori elettrici, accendini, telefoni
- Modalità di apertura controllata e ventilazione
Emergenza sanitaria
- Infarto, ictus, perdita di coscienza
- Trauma grave
- Procedura di chiamata al 118 e supporto in attesa
Terremoto
- Comportamento durante la scossa (proteggersi, non uscire)
- Procedura post-scossa
- Verifica strutturale e decisione su utilizzo locali
Allagamento
- Allagamento per rottura tubazioni o eventi meteorici intensi
- Disattivazione impianti elettrici nelle zone interessate
- Salvaguardia documenti e attrezzature critiche
Atti dolosi
- Aggressioni a personale (sportelli pubblici, banche, farmacie)
- Minacce di bomba
- Procedure di lockdown e contatto forze dell’ordine
Black out elettrico prolungato
- Attivazione dell’illuminazione di emergenza
- Procedure di evacuazione in condizioni di scarsa visibilità
- Salvaguardia di processi critici (catene del freddo, server)
Squadra di emergenza e ruoli
L’organizzazione delle emergenze richiede la designazione di figure operative con ruoli chiari, formati e periodicamente aggiornati.
Coordinatore dell’emergenza
Figura apicale (datore di lavoro, dirigente, RSPP o persona da loro delegata) che assume il comando in caso di emergenza, decide se evacuare, attiva i soccorsi esterni, interagisce con le forze dell’ordine e i VV.F. all’arrivo.
Addetti antincendio
Lavoratori designati con corso di formazione specifico (4, 8 o 16 ore in base al livello di rischio aziendale 1, 2, 3) che intervengono in caso di principio d’incendio con gli estintori e assicurano il corretto svolgimento dell’evacuazione.
Addetti al primo soccorso
Lavoratori designati con corso di formazione specifico (12 o 16 ore in base alla categoria del gruppo INAIL dell’azienda) che intervengono in caso di emergenza sanitaria in attesa dei soccorsi del 118.
Responsabili di zona o piano
Lavoratori incaricati di verificare l’effettiva evacuazione di una specifica area dell’edificio (un piano, un’ala, un reparto), facendo l’appello del personale presente in quella zona prima di raggiungere il punto di raccolta.
Numerosità della squadra
Il numero di addetti deve essere adeguato alle dimensioni dell’azienda, ai turni di lavoro, alla possibile presenza di pubblico. Una squadra “di facciata” composta da poche persone presenti solo in alcune ore è una violazione sostanziale dell’art. 43 del D.Lgs 81/08.
Procedure di evacuazione
Allarme
L’attivazione dell’allarme può avvenire:
- In modo automatico tramite rivelatori di fumo, gas, fiamma collegati alla centrale antincendio
- In modo manuale tramite pulsanti di allarme distribuiti nei locali
- Tramite segnalazione vocale a chi presidia l’emergenza
Comportamenti durante l’evacuazione
- Mantenere la calma, non gridare, non correre
- Interrompere l’attività in modo controllato (spegnere macchine, computer dove rapidamente possibile)
- Non utilizzare gli ascensori
- Chiudere le porte al passaggio per contenere la propagazione di fumo
- Seguire la segnaletica di esodo
- Aiutare le persone con difficoltà di movimento
- Raggiungere il punto di raccolta e rimanere a disposizione per l’appello
- Non rientrare nell’edificio fino al cessato allarme
Punto di raccolta
Va individuato in posizione:
- Esterna all’edificio
- A distanza di sicurezza dalle fiamme e dai detriti
- In area aperta, lontano da linee elettriche aeree
- Raggiungibile dai mezzi di soccorso
- Identificato con cartellonistica visibile
Persone con disabilità
Il PEE deve prevedere procedure specifiche per l’evacuazione di lavoratori o visitatori con disabilità motorie, sensoriali o cognitive: aree di attesa protetta (locali compartimentati con linea telefonica), accompagnatori designati, sedie di evacuazione per scale, comunicazione visiva per ipoacusici.
Esercitazioni periodiche obbligatorie
Il PEE non vive sulla carta: la sua efficacia si misura sulla capacità del personale di applicarlo concretamente in caso di emergenza. Per questo motivo la normativa prevede esercitazioni periodiche obbligatorie.
Periodicità
| Livello rischio incendio | Esercitazioni minime |
|---|---|
| Livello 1 (basso) | Annuale |
| Livello 2 (medio) | Annuale |
| Livello 3 (alto) | Semestrale |
| Attività soggette VV.F. | Semestrale (a meno di prescrizioni diverse) |
Documentazione delle esercitazioni
Ogni esercitazione va documentata con:
- Verbale con data, ora, scenario simulato, partecipanti
- Tempi di evacuazione rilevati
- Eventuali criticità riscontrate
- Azioni correttive intraprese
- Firma del coordinatore e dei partecipanti
Quando va aggiornato il PEE
Il Piano va rivisto e aggiornato:
- A seguito di modifiche significative dei locali (ampliamenti, ristrutturazioni, nuove sedi)
- In caso di variazioni dell’attività o dell’organizzazione del lavoro
- Dopo cambiamenti delle figure di emergenza (dimissioni, trasferimenti)
- A seguito di aggiornamenti normativi rilevanti
- Quando le esercitazioni hanno evidenziato criticità importanti
- Dopo eventi reali di emergenza (anche solo principi di incendio)
- Comunque con periodicità almeno annuale di verifica
Sanzioni in caso di inadempienze
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Mancata adozione del PEE | Arresto 3-6 mesi o ammenda da €2.500 a €6.400 |
| Mancata designazione addetti antincendio | Ammenda da €1.500 a €6.000 |
| Mancata formazione degli addetti | Arresto 2-4 mesi o ammenda da €1.474 a €6.388 |
| Mancata esecuzione esercitazioni periodiche | Ammenda da €1.500 a €4.500 |
| Mancato aggiornamento del PEE | Ammenda da €1.228 a €5.892 |
In caso di infortunio o vittime in occasione di un’emergenza non adeguatamente gestita, la mancanza o la carenza del PEE diventa elemento centrale di responsabilità penale del datore di lavoro e dei dirigenti.
Conclusioni
Il Piano di Emergenza ed Evacuazione non è un documento da redigere una volta e archiviare: è uno strumento operativo che vive solo se il personale lo conosce, se viene esercitato periodicamente, se viene aggiornato a ogni cambiamento aziendale rilevante. Le emergenze non si possono prevenire al 100%, ma una preparazione adeguata fa la differenza tra una gestione efficace e una tragedia evitabile.
Le aziende dovrebbero verificare oggi tre elementi: quando è stata effettuata l’ultima esercitazione di evacuazione, se tutti i lavoratori sanno chi sono gli addetti antincendio e di primo soccorso della propria sede, se il PEE contiene le procedure aggiornate rispetto all’attuale layout dei locali. Anche solo una di queste verifiche negativa è il segnale che il sistema di gestione delle emergenze ha bisogno di una manutenzione urgente.
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