Antincendio
FAQ della settimana: Piano Emergenza ed Evacuazione (PEE) — 7 risposte pratiche
Dott. Luigi Ria · 24 Luglio 2026
Ottavo appuntamento con la rubrica del venerdì, e chiusura del mese di luglio! Oggi affrontiamo un tema spesso sottovalutato fino a quando non accade un evento avverso: il Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE) e tutto ciò che ne deriva — esercitazioni periodiche, gestione delle persone con disabilità, punti di raccolta, allarme.
Le 7 FAQ di oggi rispondono ai dubbi più frequenti su quando il PEE è obbligatorio, cosa deve contenere, come organizzare le esercitazioni, come gestire i visitatori e le persone con disabilità, e cosa rischia il datore di lavoro che ne trascura la preparazione.
Le 7 domande di questa settimana
- Quando è obbligatorio il Piano di Emergenza scritto?
- Cosa deve contenere un PEE per essere considerato completo?
- Ogni quanto devo fare l’esercitazione di evacuazione?
- Come gestire l’evacuazione di persone con disabilità?
- Dove va posizionato il punto di raccolta?
- Devo informare visitatori e clienti dell’organizzazione di emergenza?
- Cosa rischio se il PEE è mancante o l’esercitazione non documentata?
Quando è obbligatorio il Piano di Emergenza scritto?
Il DM 02/09/2021 ha definito i casi in cui il Piano di Emergenza scritto è obbligatorio:
- Luoghi di lavoro con oltre 10 lavoratori
- Luoghi di lavoro soggetti al controllo dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011), indipendentemente dal numero di lavoratori
- Luoghi di lavoro con presenza significativa di pubblico (oltre 50 persone contemporaneamente)
- Attività di livello di rischio incendio 3 (alto)
Per le aziende con meno di 10 lavoratori non soggette al controllo VV.F., il PEE scritto non è obbligatorio, ma:
- Restano obbligatorie le misure organizzative per la gestione delle emergenze
- Le procedure semplificate vanno comunque documentate nel DVR
- Vanno designati addetti antincendio e primo soccorso
- Vanno svolte esercitazioni semplificate
In sintesi: anche le micro-aziende devono organizzarsi per le emergenze, ma in forma semplificata. Per le aziende strutturate, il PEE è un documento autonomo, dettagliato e periodicamente aggiornato.
Cosa deve contenere un PEE per essere considerato completo?
Un PEE completo deve articolarsi nei seguenti elementi minimi:
1. Anagrafica dell’attività
- Ragione sociale, sede, attività svolta
- Numero massimo di occupanti (lavoratori e visitatori)
- Orari di attività e turni
- Eventuale presenza notturna o festiva
- Livello di rischio incendio (1, 2 o 3)
2. Planimetrie aggiornate
- Vie di esodo e uscite di emergenza
- Ubicazione presidi antincendio (estintori, idranti, naspi)
- Quadri elettrici, valvole gas, sezionamenti energetici
- Punto di raccolta esterno
- Aree a rischio specifico (depositi, locali tecnici)
3. Identificazione dei rischi
- Rischio incendio (con riferimento alla VRI)
- Rischio esplosione (ATEX, dove pertinente)
- Rischio chimico per fughe di sostanze pericolose
- Rischio sismico (in funzione della zona)
- Altri rischi specifici dell’attività
4. Organizzazione delle emergenze
- Squadra di emergenza con designazione formale di addetti antincendio e primo soccorso
- Coordinatore dell’emergenza
- Catena di comando e responsabilità
- Procedure di attivazione (chi avvisa chi, in quali tempi)
5. Procedure operative per scenario
- Incendio (principio gestibile / sviluppato non gestibile / in area specifica)
- Esplosione o fuga di gas
- Emergenza sanitaria
- Terremoto
- Allagamento
- Atti dolosi (aggressioni, minacce di bomba)
- Black out elettrico prolungato
6. Numeri di emergenza e contatti
- 112 (numero unico emergenze)
- 115 (Vigili del Fuoco)
- 118 (Soccorso sanitario)
- 113 (Polizia di Stato)
- Numero del datore di lavoro, RSPP, medico competente
- Aziende di manutenzione presidi antincendio
7. Programma esercitazioni e formazione
Calendario annuale, modalità di svolgimento, verbali e valutazioni degli esiti delle esercitazioni periodiche.
Ogni quanto devo fare l’esercitazione di evacuazione?
La periodicità delle esercitazioni dipende dal livello di rischio incendio e dalla tipologia di attività:
| Tipologia attività | Periodicità minima |
|---|---|
| Livello 1 (basso) | Annuale |
| Livello 2 (medio) | Annuale |
| Livello 3 (alto) | Semestrale |
| Attività soggette VV.F. cat. B e C | Semestrale |
| Strutture sanitarie, scuole, ricettive grandi | Semestrale (talvolta trimestrale) |
Ogni esercitazione deve essere documentata con:
- Verbale con data, ora, scenario simulato, partecipanti
- Tempi di evacuazione rilevati per ogni zona
- Eventuali criticità riscontrate (vie ostruite, comunicazioni inefficaci, lentezze)
- Azioni correttive programmate e tempi di attuazione
- Firma del coordinatore e dei partecipanti
- Eventuali fotografie dei momenti significativi
Un’esercitazione fatta e non documentata in sede di controllo equivale a non averla fatta. Il verbale è il documento più importante.
Come gestire l’evacuazione di persone con disabilità?
La gestione dell’evacuazione delle persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive è uno dei temi più importanti — e più trascurati — del PEE. Il DM 02/09/2021 ha rafforzato le indicazioni in questo ambito.
Per disabilità motorie
- Identificazione preventiva dei lavoratori e visitatori abituali con limitazioni motorie
- Sedie da evacuazione per discesa lungo le scale (in edifici multipiano)
- Aree di attesa protetta (locali compartimentati con linea telefonica) per attendere i soccorsi
- Accompagnatori designati tra il personale, formati e identificati
- Piano di evacuazione personalizzato per lavoratori con disabilità permanente
Per disabilità sensoriali
- Allarme visivo (lampeggianti) per ipoacusici/sordi, in aggiunta a quello acustico
- Segnaletica chiara e illuminata per ipovedenti
- Comunicazione preventiva in modalità accessibile (es. video con interpretariato LIS)
- Accompagnatori designati per persone con cecità
Per disabilità cognitive
- Accompagnatori formati sulle specifiche esigenze
- Procedure semplificate e chiare
- Esercitazioni con il coinvolgimento delle persone interessate
Per le strutture pubbliche e accessibili al pubblico (uffici, negozi, ristoranti, ricettive), va considerato che chiunque potrebbe trovarsi temporaneamente in difficoltà: anziani, donne in gravidanza, persone con apparecchi sanitari. Il PEE deve prevedere procedure di assistenza ai “visitatori vulnerabili”.
Dove va posizionato il punto di raccolta?
Il punto di raccolta è il luogo all’esterno dell’edificio dove tutto il personale, i visitatori e i clienti devono dirigersi dopo l’evacuazione, per consentire l’appello e la verifica della presenza di tutti. Va individuato in posizione che soddisfi questi requisiti:
- Esterno all’edificio, in area aperta e ventilata
- A distanza di sicurezza dalle fiamme e dai detriti (di norma almeno 20-30 metri)
- Lontano da linee elettriche aeree, serbatoi di gas, vie di accesso dei mezzi di soccorso
- Raggiungibile facilmente dalle vie di esodo previste
- Identificato con cartellonistica visibile e duratura
- Dimensionato per tutti gli occupanti, con margine
- Possibilmente coperto o riparato in caso di pioggia/freddo (situazione ottimale, non sempre realizzabile)
Per edifici in città o in aree dense, l’individuazione del punto di raccolta può essere complessa. Soluzioni tipiche: parcheggi adiacenti, piazze pubbliche, spazi convenzionati con esercizi vicini, aree pedonalizzate.
Tutto il personale e i clienti abituali devono conoscere il punto di raccolta. La cartellonistica all’interno dell’edificio, lungo le vie di esodo, ne deve indicare chiaramente la posizione.
Devo informare visitatori e clienti dell’organizzazione di emergenza?
Sì, in particolare per le attività accessibili al pubblico. Il D.Lgs 81/08 e il DM 02/09/2021 prevedono l’obbligo di informare anche i soggetti diversi dai lavoratori (visitatori, clienti, fornitori, manutentori esterni) sulle procedure di emergenza.
Le modalità di informazione tipiche sono:
Cartellonistica
- Planimetria con vie di esodo esposta in punti visibili, conforme UNI EN ISO 7010
- Segnali di emergenza illuminati lungo i percorsi
- Cartello del punto di raccolta all’esterno
- Pittogrammi standardizzati per estintori, uscite, vie di esodo
Documenti informativi
- Pieghevoli o schede consegnati a visitatori e fornitori al primo accesso
- Briefing rapido per manutentori esterni e ditte in appalto
- Sezioni dedicate nei DUVRI per imprese terze che operano in azienda
Comunicazione strutturale
- Personale di reception/accoglienza formato a dare indicazioni in caso di emergenza
- Sistemi di altoparlanti per messaggi vocali in caso di evento
- App o portali aziendali per le strutture più moderne
Cosa rischio se il PEE è mancante o l’esercitazione non documentata?
Le sanzioni sono di natura penale e variano in funzione della violazione:
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Mancata adozione del PEE | Arresto 3-6 mesi o ammenda da €2.500 a €6.400 |
| Mancata designazione addetti antincendio | Ammenda da €1.500 a €6.000 |
| Mancata formazione degli addetti | Arresto 2-4 mesi o ammenda da €1.474 a €6.388 |
| Mancata esecuzione esercitazioni periodiche | Ammenda da €1.500 a €4.500 |
| Mancato aggiornamento del PEE | Ammenda da €1.228 a €5.892 |
| Mancata informazione a visitatori/clienti | Ammenda da €1.228 a €5.892 |
Le conseguenze più gravi però emergono in caso di evento reale con vittime o feriti. La mancanza o la carenza del PEE diventa elemento centrale di colpa nei procedimenti penali per:
- Lesioni colpose (art. 590 c.p.)
- Omicidio colposo (art. 589 c.p.)
- Disastro colposo (art. 449 c.p.) per eventi con conseguenze significative
I casi giurisprudenziali italiani sono ricchi di sentenze in cui la mancata adozione o la carenza del PEE è stata determinante per l’addebito di responsabilità penale al datore di lavoro, ai dirigenti e talvolta al RSPP. È una materia in cui la negligenza è particolarmente costosa: meglio investire nella preparazione che subire le conseguenze di un evento mal gestito.
L’appuntamento della prossima settimana
Chiudiamo qui il blocco di luglio! Il prossimo venerdì pubblicheremo le FAQ Sicurezza estiva dedicate al rischio caldo, particolarmente attuali in questo periodo di ondate di calore. Lavoro all’aperto, idratazione, sospensione attività, CIGO meteorologica. A venerdì prossimo!
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