Perizie Legali
FAQ della settimana: infortuni sul lavoro — 7 risposte pratiche
Dott. Luigi Ria · 26 Giugno 2026
Quarto appuntamento con la rubrica del venerdì, e chiusura del primo mese di FAQ! Oggi affrontiamo un tema delicato e di grande importanza pratica: gli infortuni sul lavoro dal punto di vista del lavoratore infortunato, dei suoi familiari, degli avvocati che lo assistono e dei consulenti tecnici chiamati a redigere perizie.
Le 7 FAQ di oggi rispondono alle domande più frequenti che riceviamo da chi si trova ad affrontare un infortunio: cosa fare nelle prime ore, come si denuncia, quando l’INAIL può rifiutare, quando serve una perizia tecnica indipendente, i tempi per il riconoscimento.
Le 7 domande di questa settimana
- Cosa devo fare nelle prime ore dopo un infortunio?
- Entro quanto va denunciato l’infortunio?
- L’INAIL può rifiutare la denuncia? Cosa succede?
- Quando serve una perizia tecnica indipendente?
- Posso chiedere il risarcimento all’azienda oltre alle prestazioni INAIL?
- Quanto tempo ho per fare causa?
- Quanto costa una perizia tecnica per un infortunio?
Cosa devo fare nelle prime ore dopo un infortunio?
Le prime 24 ore sono decisive per la tutela del lavoratore. Le azioni da compiere, in ordine:
- Sicurezza prima di tutto: mettere in sicurezza l’infortunato e prevenire ulteriori danni
- Chiamare il 118 se le condizioni lo richiedono; per infortuni minori, recarsi al pronto soccorso
- Comunicare immediatamente al datore di lavoro l’accaduto, anche con messaggio o telefonata
- Recarsi al pronto soccorso e specificare che si tratta di infortunio sul lavoro: il certificato medico deve essere “INAIL”
- Conservare ogni documento: certificato medico, eventuale dimissione, ricetta farmacologica
- Fotografare il luogo dell’infortunio e l’eventuale macchinario o ostacolo coinvolto
- Identificare testimoni dell’accaduto e raccogliere i loro contatti
- Se possibile, richiedere copia del verbale aziendale dell’infortunio
Errore da evitare: tornare a casa senza recarsi al pronto soccorso “perché è una sciocchezza”. Se l’infortunio si rivela poi più grave del previsto (es. trauma cervicale che si manifesta dopo 24-48 ore), l’assenza del primo certificato contestuale rende molto più difficile dimostrare il nesso causale.
Entro quanto va denunciato l’infortunio?
Le tempistiche differiscono tra lavoratore e datore di lavoro:
Per il lavoratore
Il lavoratore deve comunicare immediatamente al datore di lavoro l’accaduto e inviare il primo certificato medico. Se non lo fa “senza giustificato motivo”, perde il diritto all’indennità per i giorni precedenti la comunicazione.
Per il datore di lavoro
- Entro 2 giorni dalla ricezione del certificato: denuncia all’INAIL tramite portale telematico
- Entro 30 giorni: comunicazione anche all’Autorità di Pubblica Sicurezza per gli infortuni con prognosi superiore a 30 giorni
- In caso di infortunio mortale o con prognosi >30 giorni: denuncia “immediata” entro 24 ore tramite portale INAIL
Il datore di lavoro che non denuncia o denuncia in ritardo rischia sanzioni amministrative significative (da 1.290 a 7.745 euro per infortunio non denunciato).
L’INAIL può rifiutare la denuncia? Cosa succede?
Sì, l’INAIL può non riconoscere un infortunio come “professionale” quando ritiene che manchino i presupposti, in particolare:
- Mancanza del nesso causale tra evento e attività lavorativa
- Mancanza della “causa violenta” tipica dell’infortunio (in contrapposizione alla malattia professionale)
- Dubbio sulla tempistica o sulle modalità di accadimento
- Rischio elettivo (per gli infortuni in itinere): deviazioni o comportamenti personali non collegati al tragitto
- Dolo del lavoratore
In caso di reiezione, il lavoratore può:
- Opporsi in via amministrativa all’INAIL entro tempi specifici, con eventuale produzione di documentazione aggiuntiva
- Promuovere causa civile davanti al giudice del lavoro per il riconoscimento
- In entrambi i casi, può essere utile una perizia tecnica indipendente che ricostruisca dinamica e nesso causale
Le statistiche mostrano che una quota significativa di reiezioni amministrative viene poi ribaltata in sede giudiziale, soprattutto quando si producono nuovi elementi (testimonianze, perizie, documentazione tecnica).
Quando serve una perizia tecnica indipendente?
La perizia tecnica indipendente redatta da un consulente esterno è particolarmente utile in queste situazioni:
- Reiezione INAIL: per sostenere l’opposizione amministrativa o il ricorso giudiziale
- Cause di risarcimento contro il datore di lavoro (danno differenziale)
- Discordanza con la ricostruzione aziendale dei fatti: la versione del datore di lavoro è diversa da quella del lavoratore
- Infortuni in dinamiche complesse: macchinari, processi industriali, edilizia
- Procedimenti penali a carico del datore di lavoro o dei dirigenti per lesioni o omicidio colposo
- Casi di malattia professionale non tabellata, dove il nesso causale richiede dimostrazione tecnica
- Casi di infortunio in itinere con controversie sul percorso, sui tempi, sulle deviazioni
La perizia ricostruisce in modo tecnico la dinamica, l’analisi degli atti (DVR, formazione, manutenzione attrezzature), il nesso causale, le responsabilità ed eventuali violazioni delle norme di prevenzione.
Posso chiedere il risarcimento all’azienda oltre alle prestazioni INAIL?
Sì, in determinate condizioni. Le prestazioni INAIL coprono il danno biologico permanente e l’indennità di temporanea, ma non coprono integralmente tutti i danni. Il lavoratore può promuovere causa di “danno differenziale” contro il datore di lavoro per ottenere:
- Danno biologico differenziale: la quota non coperta dall’INAIL
- Danno morale: sofferenza, dolore, paura
- Danno esistenziale: alterazione delle abitudini di vita
- Danno patrimoniale: spese mediche non rimborsate, perdita di chance professionali
- Danno terminale (in caso di decesso) ai familiari
Per ottenere il risarcimento è necessario dimostrare la responsabilità del datore di lavoro, ovvero una violazione degli obblighi di sicurezza (art. 2087 c.c., D.Lgs 81/08): DVR carente, formazione mancante, manutenzioni omesse, dispositivi di sicurezza disattivati, attrezzature inadeguate.
L’INAIL, una volta erogate le prestazioni, può a sua volta esercitare il diritto di regresso verso il datore di lavoro per il recupero delle somme.
Quanto tempo ho per fare causa?
I termini di prescrizione variano in base al tipo di azione:
| Tipo di azione | Termine di prescrizione |
|---|---|
| Riconoscimento INAIL infortunio | 3 anni dalla data dell’infortunio |
| Riconoscimento malattia professionale | 3 anni dalla manifestazione della malattia |
| Risarcimento danno differenziale contro datore | 10 anni (responsabilità contrattuale ex art. 2087 c.c.) |
| Risarcimento per fatto illecito | 5 anni dalla scoperta del danno |
| Querela penale | Variabile (3-6 mesi per reati a querela; reati procedibili d’ufficio entro la prescrizione del reato) |
Consiglio operativo: anche se i termini sono in alcuni casi lunghi, è meglio non aspettare. Con il passare del tempo si perdono elementi probatori, i testimoni si dimenticano dei dettagli, i documenti si possono smarrire. Una valutazione legale e tecnica entro i primi 6-12 mesi è fortemente raccomandata.
Quanto costa una perizia tecnica per un infortunio?
Il costo di una perizia tecnica varia in funzione della complessità del caso, della quantità di documenti da analizzare, della necessità di sopralluoghi, dell’eventuale interazione con altri consulenti. Indicativamente:
- Perizia di parte semplice (infortunio chiaro, dinamica documentata): 1.000-2.500 euro
- Perizia complessa con sopralluogo, ricostruzione tecnica, analisi documentale ampia: 2.500-6.000 euro
- Perizia su malattia professionale non tabellata: 2.000-4.500 euro
- Perizia su infortunio mortale in procedimento penale: 4.000-10.000 euro
- Consulenza tecnica di prima valutazione (per capire se la causa è fondata): 200-500 euro
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