Sicurezza sul Lavoro
FAQ della settimana: rischio caldo sul lavoro — 7 risposte pratiche
Dott. Luigi Ria · 31 Luglio 2026
Nono appuntamento con la rubrica del venerdì! In questi giorni le ondate di calore stanno mettendo a dura prova lavoratori e aziende di tutto il territorio. Dedichiamo quindi le FAQ di oggi a un tema di stretta attualità: il rischio caldo sul lavoro, con tutto ciò che ne deriva in termini di obblighi del datore di lavoro, misure di prevenzione, gestione delle emergenze e possibilità di sospendere l’attività.
Le 7 FAQ di oggi raccolgono le domande più frequenti che riceviamo in questo periodo: dalla mappa Worklimate dell’INAIL alle pause obbligatorie, dai DPI estivi alla cassa integrazione meteorologica, dai sintomi del colpo di calore alle responsabilità del datore di lavoro.
Le 7 domande di questa settimana
- Devo includere il rischio caldo nel DVR?
- Cos’è Worklimate e come lo uso?
- Posso fermare l’attività se fa troppo caldo?
- Quanta acqua devo garantire ai lavoratori?
- Come riconosco il colpo di calore?
- Quali lavoratori sono più a rischio?
- Posso chiedere la CIGO per ondate di calore?
Devo includere il rischio caldo nel DVR?
Sì, è obbligatorio per tutte le attività che prevedono lavoro all’aperto o in ambienti caldi. L’articolo 28 del D.Lgs 81/2008 impone la valutazione di “tutti i rischi” presenti, e il rischio termico da calore eccessivo rientra a pieno titolo tra questi.
La valutazione del rischio caldo nel DVR deve comprendere:
- Identificazione dei lavoratori esposti per mansione e gruppo omogeneo
- Caratterizzazione delle attività: all’aperto, in ambienti caldi, sforzo fisico richiesto
- Identificazione di lavoratori fragili (anziani, cardiopatici, gravidanze, ecc.)
- Misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione
- Procedure di emergenza in caso di malessere
- Formazione e informazione dei lavoratori sui rischi e sui comportamenti
- Eventuale integrazione con la valutazione del rischio UV solare per esposizioni prolungate
I settori più esposti per i quali la valutazione è particolarmente importante: edilizia, agricoltura, manutenzione stradale, giardinaggio, raccolta rifiuti, logistica, fonderie, vetrerie, cucine professionali, manifestazioni all’aperto, strutture balneari.
Cos’è Worklimate e come lo uso?
Worklimate è la piattaforma sviluppata dall’INAIL in collaborazione con il CNR per la valutazione giornaliera del rischio caldo sul lavoro. È gratuita e accessibile dal sito worklimate.it e dall’app dedicata.
Come funziona
Worklimate fornisce mappe nazionali aggiornate quotidianamente con previsioni di rischio termico per i lavoratori, in funzione di:
- Esposizione al sole (lavoro all’aperto al sole vs all’ombra)
- Intensità dello sforzo fisico (lieve, moderato, intenso)
- Orario della giornata con dettaglio orario
Il sistema utilizza l’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), parametro internazionalmente riconosciuto che integra temperatura, umidità, vento e radiazione solare per stimare lo stress termico reale.
Codici di allerta
| Livello | Cosa fare |
|---|---|
| Verde | Normali precauzioni |
| Giallo | Pause aggiuntive, idratazione costante, monitoraggio |
| Arancione | Rimodulare attività, evitare ore centrali, sospendere attività non urgenti |
| Rosso | Sospendere le attività non differibili nelle ore critiche (12.30-16.00) |
Suggerimento operativo: integra la consultazione di Worklimate nelle procedure aziendali quotidiane. Ogni mattina, il responsabile di cantiere/squadra controlla l’allerta della zona e adatta la programmazione dei lavori.
Posso fermare l’attività se fa troppo caldo?
Sì, e in alcuni casi è obbligatorio farlo. Il datore di lavoro ha il dovere generale di tutelare la salute dei lavoratori (art. 2087 c.c. e D.Lgs 81/08). Quando le condizioni climatiche pongono un rischio concreto per la salute, l’attività va sospesa o ricalendarizzata.
Le situazioni tipiche in cui la sospensione è dovuta:
- Allerta rossa Worklimate sull’area di lavoro
- Bollettini “ondate di calore” del Ministero della Salute di livello 3
- Temperatura percepita oltre i 35°C sostenuta per ore
- Lavorazioni gravose all’aperto in ore di picco
- Presenza di lavoratori fragili esposti
Le opzioni operative:
- Rimodulazione oraria: turnare il lavoro in ore meno calde (mattino presto, sera)
- Sospensione temporanea nelle ore critiche con pausa retribuita
- Spostamento in attività al chiuso/all’ombra
- Sospensione completa con richiesta CIGO per i settori che ne hanno diritto
Attenzione: il lavoratore stesso ha il diritto, in presenza di pericolo grave e immediato per la propria salute, di astenersi dal continuare l’attività (art. 44 D.Lgs 81/08), senza subire conseguenze disciplinari.
Quanta acqua devo garantire ai lavoratori?
L’acqua potabile fresca deve essere sempre disponibile e in quantità abbondante. Le indicazioni operative per le attività esposte a calore:
- Almeno 1 litro/ora nelle ore calde per ogni lavoratore impegnato in attività fisica
- Acqua fresca ma non ghiacciata (il troppo freddo provoca crampi gastrici)
- Fontanelle o erogatori facilmente accessibili sul luogo di lavoro
- In cantieri o lavori in posti remoti: borracce o contenitori personali riempiti d’inizio turno
- Sali minerali e integratori per sforzi prolungati con sudorazione intensa
- Evitare bevande zuccherate, alcoliche, troppo fredde negli ambienti di lavoro
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