Primo soccorso

FAQ della settimana: primo soccorso aziendale — 7 risposte pratiche

Dott. Luigi Ria · 18 Settembre 2026

Sedicesimo appuntamento con la rubrica del venerdì! Oggi parliamo di primo soccorso aziendale, un obbligo che riguarda ogni azienda con lavoratori — senza soglie, senza esenzioni per le microimprese — e che nella pratica viene spesso ridotto all’acquisto di una cassetta appesa al muro.

Le 7 FAQ di oggi chiariscono quanti addetti servono, come si classifica l’azienda nei gruppi A, B e C, durate e aggiornamento dei corsi, cosa deve contenere la cassetta, ogni quanto controllarla, e il nodo sempre attuale del defibrillatore.

Le 7 domande di questa settimana

Quanti addetti al primo soccorso devo nominare?

La legge non fissa un numero minimo. L’art. 18 impone di designare i lavoratori incaricati del primo soccorso, e l’art. 43 precisa che il numero, i mezzi e l’organizzazione devono essere adeguati alle dimensioni e ai rischi specifici dell’azienda.

Il criterio operativo corretto non è "quanti" in assoluto, ma garantire sempre la copertura. Le variabili da considerare:

  • Turni e orari: serve almeno un addetto presente in ogni turno, incluso il notturno
  • Ferie, malattie, trasferte: un solo addetto significa scoperture certe
  • Sedi e piani distinti: un addetto al terzo piano non copre il magazzino esterno
  • Rischio dell’attività: più alto il rischio, più fitta la copertura

📌 Regola pratica: nelle microimprese conviene formare almeno due addetti anche se i lavoratori sono tre. Con un solo addetto, il giorno in cui è lui a infortunarsi — o semplicemente è in ferie — l’azienda è scoperta e l’inadempienza è conclamata. Il costo di un secondo corso è irrisorio rispetto al rischio.

Nelle imprese fino a cinque lavoratori il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, frequentando la relativa formazione.

Come capisco se la mia azienda è gruppo A, B o C?

La classificazione è definita dall’art. 1 del DM 388/2003, tuttora pienamente in vigore, e determina sia la durata della formazione sia la dotazione minima di presidi.

Gruppo Chi vi rientra
A Attività industriali con particolari rischi (centrali termoelettriche, impianti nucleari, industrie estrattive, lavori in sotterraneo, fabbricazione di esplosivi); aziende con oltre cinque lavoratori appartenenti a gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro; aziende agricole con più di cinque lavoratori a tempo indeterminato
B Aziende o unità produttive con tre o più lavoratori non rientranti nel gruppo A
C Aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori non rientranti nel gruppo A

La stragrande maggioranza di uffici, negozi, studi professionali e attività artigianali ricade nel gruppo B. Il gruppo A non dipende solo dal settore ma anche dall’indice infortunistico INAIL: è il caso in cui vale la pena una verifica puntuale, perché la classificazione errata si porta dietro formazione insufficiente e dotazione inadeguata.

Le aziende di gruppo A hanno inoltre l’obbligo di comunicare all’ASL competente le informazioni previste, ai fini della predisposizione degli interventi di emergenza sul territorio.

Quanto durano i corsi e ogni quanto si aggiornano?

Gruppo Corso base Aggiornamento
A 16 ore 6 ore ogni 3 anni
B e C 12 ore 4 ore ogni 3 anni

L’aggiornamento triennale è obbligatorio e deve riguardare in particolare le capacità di intervento pratico: è la parte che decade più rapidamente e quella che, in emergenza, fa la differenza. Un attestato di dieci anni fa senza aggiornamenti equivale, sostanzialmente, a un addetto non formato.

La formazione deve essere svolta da personale medico, eventualmente in collaborazione con personale infermieristico o altro personale specializzato per la parte pratica. È un requisito specifico e più stringente rispetto ad altri corsi sulla sicurezza: la verifica del formatore è opportuna prima di iscrivere il personale.

Cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione?

Dipende dal gruppo di appartenenza:

  • Gruppi A e B: cassetta di pronto soccorso con il contenuto minimo dell’Allegato 1 del DM 388/2003
  • Gruppo C: pacchetto di medicazione con il contenuto minimo dell’Allegato 2

Il contenuto della cassetta comprende, tra l’altro: guanti sterili monouso, visiera paraschizzi, soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio, flaconi di soluzione fisiologica, compresse di garza sterile di due misure, teli sterili monouso, pinzette da medicazione sterili monouso, rete elastica, cotone idrofilo, cerotti di varie misure, benda elastica, forbici, lacci emostatici, ghiaccio pronto uso, sacchetti monouso per rifiuti sanitari, termometro e apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.

Due obblighi ulteriori spesso trascurati: la presenza di un mezzo di comunicazione idoneo per attivare rapidamente il sistema di emergenza sanitaria, e — per le aziende con lavoratori che prestano servizio in luoghi isolati — la dotazione del pacchetto di medicazione e di un mezzo di comunicazione per ciascuno di essi.

⚠️ Il contenuto è un minimo, non un massimo: nulla vieta di integrare la dotazione in funzione dei rischi specifici. In un’azienda che lavora con acidi, per esempio, la doccia oculare non è nell’elenco del DM 388 ma discende direttamente dalla valutazione del rischio chimico.

Ogni quanto va controllata la cassetta?

Il DM 388/2003 non fissa una periodicità numerica: impone al datore di lavoro di garantire la completezza e il corretto stato d’uso dei presidi, provvedendo al ripristino immediato di quelli utilizzati o scaduti.

Nella pratica ispettiva, l’assenza di un controllo tracciato è una contestazione ricorrente. La soluzione più semplice è un registro di verifica con cadenza almeno trimestrale, in cui annotare data, esito, prodotti reintegrati e firma di chi ha controllato. Cinque minuti a trimestre che valgono, in sede di verbale, molto più di una cassetta piena.

Cosa verificare: scadenze di disinfettanti, soluzione fisiologica e ghiaccio istantaneo (i primi a scadere), integrità delle confezioni sterili, presenza di tutti i presidi previsti e accessibilità della cassetta, che deve essere raggiungibile rapidamente e non chiusa a chiave in un armadio di cui ha la chiave una sola persona.

Il defibrillatore è obbligatorio in azienda?

Per la generalità delle aziende private non è un obbligo del D.Lgs 81/2008 né del DM 388/2003: l’obbligo di dotazione riguarda specifici ambiti previsti dalla normativa di settore, in particolare in ambito sportivo e per determinate strutture e mezzi.

Detto questo, la Legge 116/2021 ha promosso in modo deciso la diffusione dei DAE negli ambienti di lavoro e nei luoghi pubblici, stabilendo tra l’altro che l’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico è consentito anche a personale non sanitario non formato in caso di emergenza, in attesa dei soccorsi. Un principio che rimuove il timore, molto diffuso, di conseguenze legali per chi interviene.

La valutazione ragionevole per un’azienda è quindi di opportunità più che di obbligo: numero di persone presenti, età media, distanza dal più vicino punto di soccorso, presenza di pubblico. Dove si sceglie di installarlo, la formazione BLS-D degli addetti e la manutenzione periodica del dispositivo (batteria e piastre hanno una scadenza) diventano parte integrante dell’organizzazione dell’emergenza.

Il lavoratore può rifiutare la nomina ad addetto?

L’art. 43 comma 3 è esplicito: i lavoratori designati non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Il giustificato motivo esiste — condizioni di salute incompatibili, impedimenti oggettivi documentabili — ma va valutato e non semplicemente dichiarato.

Sul piano pratico, però, imporre la nomina a chi la subisce è controproducente: in emergenza serve qualcuno che intervenga, non qualcuno che abbia un attestato. Meglio individuare persone motivate e stabilmente presenti, spiegare il ruolo prima di formalizzarlo e formarne più del minimo necessario.

La designazione va formalizzata per iscritto con lettera di nomina accettata dal lavoratore, e il nominativo degli addetti va comunicato ai colleghi: sapere chi chiamare, in emergenza, vale quanto la formazione.

Devi organizzare il primo soccorso in azienda?

Lo Studio Tecnico Ria offre consulenza per l’organizzazione delle emergenze, dalla classificazione dell’azienda alla nomina degli addetti, e corsi di primo soccorso con istruttori qualificati, incluso il corso BLS-D per l’uso del defibrillatore. Scrivici la tua domanda: potrebbe diventare protagonista delle FAQ della prossima settimana.

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