Glossario
Cosa significa SPP: Servizio di Prevenzione e Protezione
Dott. Luigi Ria · 21 Ottobre 2026
SPP significa Servizio di Prevenzione e Protezione: è l’insieme delle persone, dei sistemi e dei mezzi — interni o esterni all’azienda — destinati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali. Non è un ufficio obbligatorio per tutti: è una funzione che il datore di lavoro deve in ogni caso organizzare, scegliendo se tenerla all’interno, affidarla a un professionista esterno o, nei casi previsti, svolgerla personalmente. A capo del servizio c’è il RSPP; chi collabora al suo interno è un ASPP.
SPP in sintesi
| Acronimo | Servizio di Prevenzione e Protezione |
| Riferimento | Artt. 31, 32 e 33 del D.Lgs 81/2008 |
| Chi ne fa parte | RSPP (responsabile) ed eventuali ASPP (addetti); il medico competente collabora alla valutazione dei rischi ma non fa parte del servizio |
| Come si organizza | Interno, esterno o svolto direttamente dal datore di lavoro nei casi dell’Allegato II |
| Quando deve essere interno | Nei casi elencati dall’art. 31, tra cui le aziende industriali con oltre 200 lavoratori, le industrie estrattive con oltre 50 lavoratori, le strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori, le centrali termoelettriche e le aziende a rischio di incidente rilevante |
| Quando è obbligatorio l’esterno | Quando in azienda non ci sono dipendenti in possesso dei requisiti di legge per ricoprire il ruolo |
| Compiti | Individuazione dei fattori di rischio e delle misure, elaborazione delle procedure, proposta dei programmi di formazione, partecipazione alla riunione periodica, informazione ai lavoratori |
Perché la distinzione tra SPP e RSPP conta
Molte aziende usano i due termini come sinonimi, ma la differenza ha conseguenze pratiche. L’SPP è la funzione; il RSPP è la persona che ne risponde. Quando l’azienda cresce o i rischi si articolano, il servizio può — e in alcuni casi deve — essere composto da più persone: un RSPP che coordina e uno o più ASPP che presidiano ambiti specifici o unità produttive diverse.
Un punto che genera equivoci: la nomina di un RSPP esterno non trasferisce su di lui gli obblighi del datore di lavoro. Il RSPP ha una funzione consultiva e propositiva; le decisioni, le risorse e la responsabilità finale restano in capo al datore di lavoro, che non può delegare la valutazione dei rischi né la designazione dello stesso RSPP.
📌 Da ricordare: il servizio di prevenzione va organizzato sempre, in qualunque azienda con lavoratori. Non esiste la soglia dimensionale sotto la quale si può fare a meno di un RSPP: esiste solo la possibilità, nei casi previsti, che il datore di lavoro ne svolga direttamente i compiti dopo aver seguito la formazione richiesta.
Domande rapide
Il mio consulente esterno è l’SPP o il RSPP?
È il RSPP, cioè il responsabile del servizio. Se è l’unica figura incaricata, coincide di fatto con l’intero servizio di prevenzione e protezione dell’azienda.
Serve un ASPP se abbiamo già il RSPP?
Non è obbligatorio in via generale. Diventa opportuno quando le dimensioni, l’articolazione su più sedi o la complessità dei rischi rendono impossibile a una sola persona presidiare tutto efficacemente.
Che requisiti servono per essere RSPP?
Un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e i percorsi formativi previsti dall’art. 32, articolati in moduli, con aggiornamento quinquennale. Per alcune lauree sono previsti esoneri parziali.
Per approfondire
La scelta tra interno ed esterno: RSPP interno o esterno. Le figure della prevenzione a confronto: FAQ su RSPP, preposto e RLS. La definizione di RSPP: cosa significa RSPP.
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